29 dicembre 2012

Repubblica e i provocatori. Una risposta di civiltà al solito commento scemo di Repubblica sulla protesta nella chiesa di Don Corsi.

Nel riportare la notizia di un gruppo di cittadini e cittadine che hanno protestato contro Don Corsi, che nonostante le sue dichiarazioni agghiaccianti continua a dir messa,  Repubblica, proponendo n video di scarsissimo valore documentale, commenta il fatto così:
Alcuni manifestanti che avevano partecipato alla fiaccolata contro il parroco di San Terenzo sono entrati nella chiesa mentre il sacerdote che sostituisce don Piero Corsi celebrava una messa per Enrico Calevo, l'imprenditore rapito qualche giorno fa e di cui non si hanno più avuto notizie. Sono volati insulti: "Vergogna" hanno gridato i manifestanti. "Ecco cosa siete capaci a fare, pagate l'Imu invece di scrivere certe cose sulle donne". E dal pulpito, il sagrestano ha replicato gridando anch'egli "Vergogna" contro le donne e gli uomini che avevano interrotto la funzione e si erano mischiati ai fedeli. Qualche spintone, voci sempre più accese finché sono intervenuti i carabinieri che hanno allontanano i provocatori.

Ecco i commenti splendidi dei lettori e delle lettrici.


Siamo un po' tutte e tutti don Paolo Corsi

Che siamo un paese frustrato lo si capisce anche dalla gogna mediatica della rete nella quale mettiamo ora questo ora quel presunto colpevole. Senza conoscere bene i fatti, fidandosi di quello che qualcuno scrive su faccialibro e allineandosi il pubblico ludibrio senza esercitare un pensiero critico alcuno. Ci sono delle eccezioni ma la maggior parte delle persone si comporta come la più bieca massa del luogo comune.

Così basta che qualcuno apra su facebook una pagina evento contro  Paolo Corsi, che non offre certo spunti critici ma propone una violenza non risolutrice, prendiamolo a randellate sui denti, come di solito è la violenza, che centinaia di persone accettino l'invito (quindi dicono di sì alla randellata) e scrivano i commenti più maschilisti, omofobici sessuofobi e misogini (sì misogini) sul don.

Eccone un florilegio...

Dove si conferma con una sola battuta che
1) dare del frocio a qualcuno è ancora un'offesa;
2) mandare a fare in culo è altrettanto un'offesa
2) che in Italia nessuno conosce la differenza tra fare outing e fare coming out
3) che se don Corsi odia tanto le donne vuol dire che è frocio
4) il culo lo usano solo i froci
5) che ai froci piace il sesso violento (come è evidentemente il sesso anale..)


altro commento sulla stessa linea



Da notare la perplessità di una commentatrice e la sua risposta autoassolutoria.

Molti suggeriscono l'analità come punizione, con puntiglio squisitamente maschilista e patriarcale...








Notare il dettaglio del senza il lubrificante.

...squisitamente distribuita tra i due sessi...

Le donne più degli uomini....


 


Poi, dall'analità come punizione, all'insinuare che la cosa gli piace il passo è breve...



Notare che a suggerire che gli potrebbe piacere è una donna...


Anche qui a insinuare che gli piace è una donna...

Il capolavoro (di illogicità) è il commento seguente


Dubito (o almeno spero...) che chi scrive sia davvero una donna trans.
In ogni caso trasformare il don in donna e mandarlo in un locale gay non serve a nulla... No?!
Casomai mandiamolo in un locale etero...

Il lapsus la dice lunga sull'accostamento inconscio che ancora facciamo tra omosessualità maschile e l'idea di femmina mancata...

Fantasiosa, al limite del capolavoro, questa punizione

Notare come anche qui si insinua che le pisellate sulle gengive potrebbero piacergli...

La stessa persona che ha scritto il capolavoro ecolalico seguente


In realtà, come pure hanno insinuato altri commenti, don Corsi è tutto tranne uno che la patata non l'ha mai vista.
Anzi, casomai è uno che vede patata in ogni donna, sempre e comunque...



Interessantissimo il florilegio di commenti insani a una constatazione tutto sommato sensata.

1) è impotente
2) se non sa resistere alle tentazioni che vada al polo sud che l' ci trova solo i pinguini bisessuali che covano in gruppo...
3) si fa due ormoni e diventa trans così non rompe più...
4) poi arriva il fascistone di turno e la discussione prende un'altra piega... (il tutto per una falce e martello su una palla di natale...).

A proposito di fascistoni...

Qualcuno non riesce a resistere alla tentazione di dare comunque la colpa alle donne, concrete...


...o metaforiche...


Nonostante si tratti di una pagina\evento in cui si invita a randellare qualcuno, ci sono commenti in cui si cerca di inquadrare le dichiarazioni di Don Corsi in un contesto più ampio.

Se qualcuna ha la consapevolezza che la matrice maschilista patriarcale e misogina da cui Don Corsi ha attinto è insita profondamente nella chiesa stessa...


...molti e molte vedono Don Corsi come un elemento estraneo alla chiesa che andrebbe dunque escluso anche per il cattivo servizio che fa ai preti buoni...
 

Purtroppo così si dà al vaticano un credito di amore e rispetto per la donna che il vaticano non ha mai avuto e non ha nemmeno adesso...


Alla faccia di Cristo, visto che poi San Paolo ha cancellato il suo portato femminista.

Così come è ingenua chi crede che Don Corsi possa essere scacciato dalla chiesa.

Ma se non vengono scacciati nemmeno i pedofili... Se dovessimo cacciare tutti quelli che hanno uscite a dir poco infelici chi ci rimane al Vaticano?
Il custode?

Agghiacciante invece chi proporne di fargli provare cosa sia lo stupro. Se sei contraria\o allo stupro non lo proponi nemmeno ai tuoi nemici...


Dulcis in fundo un commento che da solo riassume tutti gli altri, o quasi.






Insomma mi sembra che al di là di ogni ragionevole dubbio questi commenti (che sono un terzo del totale, gli altri si limitano a confermare le randellate anche con randelli chiodati, o a dissociarsi rifacendosi a una randellata virtuale perchè sono contrari\e alla violenza) denuncino lo stato di abbrutimento misogino, maschista, omofobico e sessuofobico di noi italiani e italiane che, nonostante quel che crediamo, non ci differenziano poi così tanto da don Paolo Corsi.

Siamo tutti fascisti e tutte fasciste. Lo siamo sempre stati e state sempre lo saremo.


Insomma non mi sembrano posizioni così lontane da chi dice che se una donna va in giro succintamente vestita e viene stuprata un po' se l'è cercata.


bello essere
quello che si è anche se si è
poco
pochissimo
niente


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