30 ottobre 2008

Panico al festival del film

E mentre assisto, in una sala piccola ma gremita, alla proiezione di Kill Gil 2 e 1/2 capitolo conclusivo (Gil è morto lo scorso 3 ottobre) delle sue vicissitudini mediche (infettato dallo stafilococco cade in coma per 3 settimane; dato per spacciato, ne riemerge cosciente ma privato dell'uso delle gambe...) mentre il film ci mostra la sua sofferenza e gli innumerevoli interventi cui l'infezione lo ha costretto (senza risparmiarci il dettaglio di carni dilacerate e batterie inserite sotto carne) in sala qualcuno si alza e chiede l'intervento di un dottore. Le persone intorno a lui si alzano, come l'increspamento dell'acqua al lancio di un sasso. Al centro dell'agitazione si intravede qualcuno , accasciato.
La richiesta di un medico vine reiterata per 3-4 volte senza che nessuno dei presenti in, sala non il pubblico ma i vigili del fuoco addetti alla sorveglianza o gli uomini dell'auditorium con i loro walkie-talkie alla 007 , reagisca o intervenga.
La proiezione imperterrita va avanti. Pensiamo che non ci sia nessuno in cabina (il personale della mostra quest'anno è ridotto e gli stessi proiezionisti corrono da una sala all'altra) ma quando mi giro vedo un ragazzo al di là del vetro, la faccia ebete di chi crede di assistere a un film. Se non ci fosse stato il vetro credo che lo avrei potuto anche picchiare, io notoria pappamolla.
Mi sono pensato colto da un malore e morto da solo perché nessuno si prende la responsabilità di interrompere una cazzo di proiezione.
Dopo 5 interminabili minuti si accendono le luci in sala (nemmeno quelle erano state accese) e la proiezione viene finalmente interrotta e dopo il danno la beffa:
il signore che si era sentito male è un idiota che si era semplicemente impressionato a vedere le carni dilacerate di Gill.
Me ne vado prima di decidere di avventarmi contro l'idiota che mi ha spaventato a morte e ha interrotto la proiezione, già iniziata con 15 minuti di ritardo. Me ne vado perché nel gioco di orari ad incastro (pessimi dato che anche quest'anno gli orari delle varie proiezioni sono fatti a a cazzo) rischio di perdere la terza e ultima proiezione del giorno.

Serce na dloni film attesissimo di Krzysztof Zanussi. La sala non gremita (ma più piena della proiezione di Le Plaisir de chanter una folla di giovanissimi per i quali Zanussi è un emerito sconosciuto (un ragazzino vicino a me bellissimo ed effeminatissimo trasecola quando legge sul catalogo che Zanussi ha vinto svariati premi)ma il film non convince, dall'onnipresente musica, come nemmeno nei porno se ne sente a commentare le scene del film (pessima quella "drammatica" quando il giovane protagonista, aspirante sucida, si accomiata dalla sua ragazza) e l'idea di fondo, tratta da una commedia famosa in Polonia, di questo boss della droga cattivo e cinico che aiuta il giovane a suicidarsi per usarne il cuore visto che necessita di un trapianto si stempera nella classica storia cristiana del cattivo che si redime in un film senza spessore politico né sociale dove i barboni espiano sulla terra le proprie colpe.

Insomma i soliti discorso da cattolici che predicano la povertà per gli altri e poi si vestono di oro...
Bello il micione che salva la situazione (taglia la strada a Angel il cattivo scagnozzo del vecchio boss, facendolo andare fuori strada...) ma il film si dimentica subito.. per fortuna! Bella la fotografia belli i movimenti di macchina, buona profusione di mezzi (in una co-produzione ukraino-polacca) ma quanti talenti sprecati per una storia da seminario...

E per ultimo il rimo film visto in giornata El artista una idea semplice (un infermiere espone, presentandoli come suoi, i disegni di un vecchio che vive nell'ospizio dove lavora raggiungendo fama e ricchezza) raccontata con grande rigore visivo e morale, scevro da ogni forma di spettacolarizzazione, dove, più che una indagine sull'arte, come hanno cretto in molti, che resta alquanto in superficie, è un'indagine sulle persone, sull'infermiere che non ha una propria vita oltre al lavoro che fa, al vecchio, che esprime con l'arte quello che non dice parole (l'uomo non parla ma capisce quel che gli si dice) alle persone che circondano l'infermiere (anche l'amore che arriva solo dopo la notorietà).
Un film da vedere (è stato acquistato e uscirà regolarmente in sala)
bello essere
quello che si è anche se si è
poco
pochissimo
niente


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